Dopo aver capito l'importanze di controllare pH ed EC dell'acqua, vediamo ora come irrigare. Annaffiare le proprie piante può sembrare un'azione semplice e scontata, ma ci sono degli accorgimenti per farlo nel modo corretto. Così da mantenere le radici, e quindi la pianta, in salute durante l'intero ciclo di coltivazione.
Bisogna ricordarsi che, oltre all'acqua per vivere, le radici hanno bisogno di ossigeno. Analizziamo tutti i fattori che bisognerà tenere in considerazione per fornire le giuste irrigazioni al cultivo.
Disclaimer: Questo articolo ha esclusivamente finalità informative e culturali. La coltivazione di cannabis con un contenuto di THC superiore ai limiti di legge è vietata in Italia (DPR 309/90). Non intendiamo in alcun modo incentivare attività illecite, ma solo fornire informazioni di carattere generale sulla pianta. Invitiamo sempre a rispettare le normative vigenti.
Quantità d'acqua
La quantità di acqua che necessita la nostra pianta cambierà nel corso del suo ciclo vitale. Inoltre, sarà relazionata alle sue dimensioni, a quelle del vaso, allo stato di salute della pianta, alle condizioni ambientali e alla genetica.
Bisognerà sempre inumidire tutte le radici, così che non si creino parti secche che andranno a morire.
Se le radici hanno colonizzato tutto il vaso, la quantità di acqua corretta è circa il 10% in più di quella che possono assorbire. L'eccesso poi verrà scaricato dal fondo e dovrete poi rimuoverlo.

Frequenza
La frequenza nelle irrigazioni è relazionata al tipo di substrato ed al suo drenaggio, oltre che alla quantità stessa del substrato da irrigare.
Dobbiamo rispettare un ciclo di asciutto e bagnato, così da non soffocare e far marcire le radici.
Un substrato compatto tratterrà più a lungo l'umidità di uno ben areato. Come abbiamo già visto infatti, i diversi substrati si comportano diversamente nella ritenzione idrica.
Ritenzione che aumenterebbe con la presenza di ammendanti del suolo specifici, come ad esempio la vermiculite.
Quando annaffiare
Un metodo semplice per capire quando irrigare consiste nel sollevare il vaso e, attraverso il peso, capire se è ancora umido o è il tempo di inumidirlo. Con la pratica è il metodo che vi darà la maggiore consapevolezza dell'umidità del substrato.
In terra piena è un po' più complicato. Dovremmo guardare la pianta e toccare il substrato. Qui sopratutto l'esperienza nel preparare il substrato e conoscerlo sarà fondamentale per bagnare correttamente le radici.
In generale, se scavando con il dito, ad una falange di profondità sentiamo ancora umido non è il caso di dare altra acqua.
Possiamo ritenerci soddisfatti del drenaggio del terreno se andremo ad annaffiare ogni 2-4 giorni.
Come annaffiare
L'acqua va data dolcemente, così da non smuovere eccessivamente il substrato. E lasciare anche il tempo che venga assorbita, senza spingerla verso il basso.
Quindi aggiungete acqua a poco a poco, fino ad aver bagnato tutte le radici uniformemente e qualcosa in più. Non solo al centro del vaso vicino al fusto, ma anche e sopratutto nelle zone più laterali, così da stimolare le radici a colonizzare l'intero substrato.
Non bisogna annaffiare spesso con poca acqua, perché così non permettiamo alle radici di crescere, l'ideale è annaffiare abbondantemente e aspettare che il substrato sia completamente asciutto prima di ripetere.
Alla fine fate in modo che non vi sia alcun ristagno, eliminandolo manualmente o provvedendo in precedenza al giusto drenaggio.
Momenti migliore per annaffiare
Indoor è consigliabile irrigare quando si accendono le luci. Farlo quando sono prossime a spegnersi può causare un eccessivo aumento dell'umidità.
Outdoor, quando le giornate sono fresche è meglio bagnare al mattino. Quando fa molto caldo invece è meglio farlo al tramonto, così che il calore della giornata non faccia evaporare subito l'acqua.
L'acqua andrebbe somministrata a temperatura ambiente, così da non causare shock termici. Evitando temperature elevate (+23°C) perché riducono la quantità di ossigeno nella soluzione favorendo un eccesso d'acqua.
Dimensione dei vasi

La dimensione dei vasi incide sull'equilibrio complessivo tra ritenzione idrica e drenaggio.
Se collocate una pianta piccola in un vaso enorme, quando annaffiate rischiate di affogarla prima ancora che possa iniziare a fiorire. Se invece inserite un esemplare massiccio in un vaso minuscolo, può verificarsi il problema opposto.
Per questo motivo è preferibile inizialmente piantare i germogli in vasi piccoli, e poi trasferirli in altri recipienti man mano che crescono. Con un vaso piccolo si riduce il rischio di irrigare eccessivamente.
Carenza / eccesso acqua
Se la pianta è troppo assetata risulterà cadente ed incurvata, molto debole. Ma non sarà un problema grave. Dopo poco tempo che l'avrete annaffiata riprenderà vigore.
Un eccesso di acqua invece, che nella maggior parte dei casi è dovuto ad annaffiature troppo frequenti, porterà maggiori danni nel tempo.
La pianta inizialmente potrebbe sembrare assetata ma la differenza sostanziale, se ci saranno dubbi, è che un eccesso d'acqua è caratterizzato dalle foglie ad artiglio, che nella carenza d'acqua non si presentano.
Curiosità: tensiometro

Esiste uno strumento che ci indica la quantità di acqua nel terreno, questo è il tensiometro. Che rileva la pressione dell'acqua nel suolo attraverso una sonda in porcellana. Indicandocela con l'unità di misura hPa.
Questa stessa tecnologia è impiegata da alcuni gocciolatori per regolare la quantità di acqua rilasciata nel terreno, così da mantenerlo sempre all'umidità corretta.
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