Raccogliere i fiori di cannabis nel momento più opportuno è fondamentale per non compromettere tutto il lavoro svolto fino a questo punto.
Una cima lasciata troppo a lungo sulla pianta tende a degradare parte dei cannabinoidi e dei terpeni, con una conseguente perdita di potenza di effetti, sapore e aroma. Al contrario, una raccolta troppo precoce porta a fiori con effetti più blandi e incompleti.
Disclaimer: Questo articolo ha esclusivamente finalità informative e culturali. La coltivazione di cannabis con un contenuto di THC superiore ai limiti di legge è vietata in Italia (DPR 309/90). Non intendiamo in alcun modo incentivare attività illecite, ma solo fornire informazioni di carattere generale sulla pianta. Invitiamo sempre a rispettare le normative vigenti.
Fertilizzanti e flush
Prima del raccolto molti coltivatori scelgono di sospendere la fertilizzazione ed effettuare un periodo di irrigazione con sola acqua a pH corretto, pratica comunemente chiamata flush.
Il flush non “ripulisce” i fiori ma serve principalmente a ridurre l’accumulo di nutrienti nel substrato ed evitare ulteriori eccessi nelle fasi finali della coltivazione.
Se necessario, è possibile utilizzare enzimi specifici per facilitare la decomposizione dei residui organici nel terreno.
Negli ultimi giorni prima del raccolto è consigliabile evitare irrigazioni abbondanti. Un substrato leggermente asciutto riduce l’eccesso di umidità nei tessuti vegetali e rende più semplice gestire la fase di essiccazione. Questo non significa sottoporre la pianta a stress estremi, ma semplicemente evitare di raccogliere subito dopo un’annaffiatura, specialmente in ambienti già umidi.
Clima e umidità
È sconsigliato raccogliere in giornate particolarmente umide o piovose, soprattutto in outdoor. L’eccesso di umidità può favorire lo sviluppo di muffe durante l’essiccazione e compromettere la qualità finale del prodotto. (Leggi la guida su come evitare e riconoscere le muffe)
Il momento ideale è una giornata secca, con il substrato che non riceve acqua da alcuni giorni.
Nel caso di coltivazioni outdoor, anche l’orario di raccolta può fare la differenza. È preferibile raccogliere nelle ore più fresche della giornata, come la mattina presto o la sera, evitando il pieno sole. Le alte temperature e l’irraggiamento diretto possono favorire la dispersione dei terpeni più volatili e aumentare inutilmente lo stress dei fiori appena recisi.
Maturazione
La parte più delicata del raccolto è valutare correttamente lo stato di maturazione dei fiori.
È importante chiarire che non esiste un singolo “giorno perfetto” per il raccolto. La maturazione avviene all’interno di una finestra temporale, che può durare anche diversi giorni. All’interno di questa finestra il coltivatore può scegliere quando raccogliere in base all’effetto desiderato: anticipando leggermente si otterranno effetti più stimolanti e cerebrali, mentre aspettando la parte finale della finestra gli effetti tenderanno a essere più rilassanti e corporei.
Capire il momento giusto: i Tricomi

Durante la maturazione dei tricomi gli effetti tendono a essere più energici ed euforici. Superato il picco, con l’aumentare dei tricomi ambrati, l’effetto diventa progressivamente più corporeo e sedativo.
Il picco di maturazione si raggiunge quando la maggior parte dei tricomi passa da trasparente a bianco lattiginoso. Generalmente si raccoglie quando circa il 10–15% dei tricomi appare ambrato, in base alle preferenze personali.
Per una valutazione corretta è consigliata una lente di ingrandimento da almeno 30–60x. (PUOI ACQUISTARLA QUI A PREZZO SCONTATO) In assenza di strumenti, si possono utilizzare i tempi indicati dal produttore come riferimento, tenendo conto che sono puramente indicativi e possono variare sensibilmente in base alle condizioni di coltivazione.
Altri segnali secondari che possono indicare l’avvicinarsi del raccolto sono l’arrossamento dei pistilli e l’ingiallimento delle foglie, sintomo dell’esaurimento dei nutrienti, ma non devono essere considerati indicatori principali.
Raccolta a strati
Non tutte le cime maturano allo stesso modo. La cima apicale, essendo la più esposta alla luce, tende a maturare prima rispetto alle cime laterali e inferiori, che ricevono meno intensità luminosa.
Questa differenza può riflettersi nello stato dei tricomi, nella densità dei fiori e nel grado di maturazione generale. In questi casi è possibile procedere con una raccolta a strati, rimuovendo prima le parti mature e lasciando il resto della pianta completare la maturazione.
Va però considerato che questa pratica comporta uno stress per la pianta rimanente e deve essere gestita con attenzione.
Le cime possono essere forzate a maturare nello stesso periodo usando tecniche di coltivazione che puntano a portare le diverse infiorescenze alla stessa altezza ed esporle alla stessa quantità di luce. (Leggi la guida sulle diverse tecniche di coltivazione)
Miglior raccolto
Non esiste nessuna tecnica accertata per accorciare i tempi o migliorare i raccolti.
I vari stress come ghiaccio sulle radici, i buchi sul fusto, lasciare la pianta al buio per 48h etc, non hanno ancora comprovati vantaggi. Anche se numerosi grower gradiscono applicarle alle proprie piante e nelle giuste condizioni osservare i vantaggi sperati.

Accelerare i processi
La fioritura non può essere accelerata artificialmente. L’uso corretto di fosforo e potassio supporta la pianta durante questa fase, ma non ne anticipa l’inizio. Allo stesso modo, prodotti che promettono di velocizzare o migliorare la maturazione finale non hanno, ad oggi, una base scientifica solida.
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* Foto di copertina di Esteban López su Unsplash