Come coltivare cannabis - 14: il pericolo delle muffe
La muffa rappresenta una minaccia concreta sia nelle coltivazioni indoor che outdoor.
Le spore fungine sono naturalmente presenti nell’aria che ci circonda, ma rimangono inattive finché le condizioni ambientali non diventano favorevoli alla loro germinazione, crescita e diffusione.
Esistono diverse tipologie di muffe, ognuna con caratteristiche biologiche differenti. Conoscerle consente di intervenire in modo mirato, riducendo i danni e prevenendo la diffusione dell’agente patogeno.
Prevenzione
La prevenzione è l’arma più efficace contro le muffe. Per ridurre significativamente il rischio di infezioni è fondamentale:
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mantenere sempre puliti e disinfettati strumenti e superfici di coltivazione
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garantire un adeguato ricircolo dell’aria
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mantenere corretti parametri ambientali, in particolare umidità e temperatura
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prevenire la presenza di insetti, che possono favorire indirettamente lo sviluppo di muffe, anche tramite l’uso di prodotti naturali come l’olio di neem
Tutti gli approfondimenti sono disponibili nella sezione dedicata: “Impariamo a coltivare”.
Botrite (Botrytis cinerea – muffa grigia)

La botrite, comunemente chiamata muffa grigia, è una delle infezioni fungine più diffuse e dannose nella coltivazione della cannabis.
Si sviluppa principalmente in ambienti con elevata umidità e scarsa ventilazione, spesso aggravata da sbalzi di temperatura. Può colpire qualsiasi parte della pianta, ma risulta particolarmente pericolosa sui fiori.
I sintomi includono aree lanuginose grigio-marroni, macchie scure sulle foglie e tessuti che diventano secchi e friabili.
Alla comparsa dei primi segnali è necessario rimuovere immediatamente le parti colpite. In prevenzione o nelle fasi iniziali possono essere utilizzati antagonisti biologici come il Trichoderma, che competono con il fungo patogeno.
Oidio (mal bianco)

L’oidio si sviluppa preferibilmente in condizioni caldo-umide, soprattutto in presenza di aria stagnante.
Inizialmente compare sotto forma di macchie chiare o traslucide sulle foglie, evolvendo poi in un caratteristico strato bianco polveroso. L’infezione provoca rallentamento della crescita e deformazioni fogliari.
Tra i rimedi naturali più utilizzati rientrano l’olio di neem e fungicidi biologici. Soluzioni blande a base di aceto possono avere un effetto limitato, ma devono essere usate con cautela per evitare stress o danni alla pianta.
I fiori colpiti da oidio non sono sicuri da consumare: l’inalazione delle spore può comportare seri rischi per la salute.
Fusarium

Il fusarium è un patogeno fungino estremamente aggressivo che attacca l’apparato radicale, causando marciumi e compromettendo l’assorbimento di acqua e nutrienti, fino alla morte della pianta.
La prevenzione si basa su un suolo biologicamente attivo, sull’uso di micorrize e sul mantenimento di un pH equilibrato. Il fusarium tende infatti a proliferare in substrati stressati o eccessivamente acidi.
In caso di infezione conclamata non esistono cure efficaci: la pianta va rimossa e distrutta per evitare la contaminazione delle altre.
Fumaggine

La fumaggine è una muffa secondaria: non infetta direttamente la pianta, ma si sviluppa sulla melata prodotta da insetti come afidi, mosche bianche e cocciniglie.
È facilmente riconoscibile per il suo colore nero, simile alla fuliggine, che riduce la fotosintesi bloccando la luce sulle foglie.
Il trattamento consiste nel controllare l’infestazione di insetti che ne ha causato la comparsa, preferibilmente attraverso metodi di lotta biologica. (Leggi la guida su come evitare parassiti e animali)
POST-RACCOLTA
È importante ricordare che alcune muffe non si sviluppano solo durante la coltivazione, ma possono comparire anche nelle fasi successive, in particolare durante l’essiccazione e lo stoccaggio.
Se questi passaggi non vengono effettuati correttamente — ad esempio con umidità troppo elevata, scarsa ventilazione o contenitori non idonei — le spore fungine presenti possono riattivarsi, compromettendo anche fiori apparentemente sani al momento del raccolto.
Per questo motivo, la corretta gestione di essiccazione, concia e conservazione è fondamentale tanto quanto la prevenzione in fase di coltivazione.
👉 Non perdere le prossime guide, in cui approfondiremo nel dettaglio come evitare muffe e contaminazioni anche dopo il raccolto.
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