Nel corso degli anni, i coltivatori di cannabis hanno sviluppato numerose tecniche per ottimizzare la crescita delle piante, sfruttare meglio lo spazio disponibile e indirizzare l’energia vegetativa verso una produzione più abbondante e di qualità superiore.
Queste tecniche non sono magie, ma interventi mirati sulla struttura e sullo sviluppo della pianta, che possono fare una grande differenza soprattutto in coltivazione indoor o in spazi limitati.
Le tecniche di allenamento sono diverse e divise in due categorie principali: Low Stress raining (LST) e High Stress Training (HST).
Disclaimer: Questo articolo ha esclusivamente finalità informative e culturali. La coltivazione di cannabis con un contenuto di THC superiore ai limiti di legge è vietata in Italia (DPR 309/90). Non intendiamo in alcun modo incentivare attività illecite, ma solo fornire informazioni di carattere generale sulla pianta. Invitiamo sempre a rispettare le normative vigenti.
Perché utilizzare tecniche di training
La cannabis, se lasciata crescere liberamente, tende a sviluppare principalmente l'apicale: ovvero la cima più alta, che ricevendo la maggior parte della luce, cresce più delle altre e riceve più risorse. Mentre le altre cime, sopratutto più in basso rimarranno piccole e poco dense.
Le tecniche di training servono proprio a rompere questa dominanza, distribuendo la crescita in modo più uniforme e aumentando il numero di cime produttive.

(Pianta con topping + lst)
I benefici principali sono: maggiore esposizione alla luce, migliore circolazione dell’aria, piante più basse e controllabili, incremento della resa complessiva, fiori più omogenei e spesso più compatti e resinosi.
Le diverse tecniche possono essere utilizzate contemporaneamente.
Attenzione allo stress eccessivo
Tutte le tecniche di training e potatura introducono un certo livello di stress nella pianta. Se applicate correttamente su piante sane, lo stress è generalmente temporaneo e si traduce solo in un breve rallentamento della crescita, seguito da una ripresa vigorosa.
I problemi nascono quando gli interventi sono eccessivi, troppo ravvicinati o effettuati su piante già indebolite. In questi casi lo stress può causare crescita stentata, riduzione della resa, fiori meno compatti e, nei casi peggiori, la comparsa di ermafroditismo, un meccanismo di difesa della pianta.
Attenzione dunque alle piante autofiorenti, che rispetto alle fotoperiodiche, reggono molto meno lo stress e rischiano con più facilità di bloccarsi in fase di crescita o sviluppare ermafroditismo.
Per questo è fondamentale intervenire con moderazione, nel momento giusto del ciclo vitale, e lasciare sempre alla pianta il tempo necessario per recuperare prima di nuovi interventi.
LST - Low stress training
(Immagine LST by 2fast4bud)
Il Low Stress Training (LST) è una delle tecniche più semplici ed efficaci, soprattutto per chi è alle prime armi.
Consiste nel piegare e legare delicatamente i rami per modificare la forma della pianta, senza mai spezzarli o danneggiarli.
L'obiettivo è far crescere la pianta più in larghezza che in altezza, sviluppando più cime alla stessa distanza dalla luce.
Come suggerisce il nome, lo stress provocato sarà minimo, il recupero rapido e la tecnica può essere applicata per gran parte della fase vegetativa.
SCROG - Screen of Green

(Foto SCROG by dutchfem)
La tecnica SCROG (Screen of Green) prevede l’uso di una rete o griglia posizionata sopra le piante, attraverso la quale i rami vengono guidati e distribuiti in modo uniforme.
L’obiettivo, come suggerito dal nome, è quello di ottenere guardando dall'alto uno schermo verde, senza vuoti, piato e continua, dove ogni cima è alla stessa altezza e riceve la stessa quantità di luce.
Questo permette di sfruttare al massimo lampade e spazio, riducendo rami inutili e zone d’ombra.
Lo SCROG richiede più tempo in vegetativa e una certa manualità, ma è una delle tecniche più efficaci per massimizzare la resa in indoor.
TOPPING
Il topping consiste nel taglio della cima principale. Non avendo più l'apicale, la pianta concentrerà la sua energia nello sviluppare due o più rami principali al posto di uno solo.
Il topping va effettuato quando la pianta ha sviluppato almeno 4–6 nodi ben formati e il taglio si effettua sopra il 3° o 4° nodo, lasciando sotto una struttura solida
Tagliare troppo presto (2–3 nodi) significa rallentare molto la crescita.
Tagliare troppo tardi porta a piante già alte e meno controllabili.
Questo processo può sere ripetuto più volte man mano che la pianta cresce nel suo stato vegetativo. Tuttavia introduce uno stress medio, quindi è fondamentale applicarlo solo a piante sane e in piena fase vegetativa
(Immagine Topping e Fimming by zamensia)
FIM (fuck i missed)
Il fimming è molto simile al topping. Invece che tagliare tutta la cima però, andremmo a lasciare circa il 25%. Così da bloccare la crescita ma consentire lo sviluppo di 4 anziché 2 cime.
Esegui il fimming sui rami laterali se vuoi ottenere una pianta più folta. Mentre eseguirlo sulla parte apicale si tradurrà in una pianta più alta rispetto al topping. Il risultato è meno prevedibile rispetto al topping, ma può portare a una struttura più ramificata.
SUPER CROPPING

(Immagine SuperCropping by veriheal)
Il super cropping è simile all'LST. Però, invece che bloccare il ramo in posizione con delle corde, andremmo a forzare la piegatura del ramo fino a rompere le fibre al suo interno (cercando di non rompere l'intero ramo) o strappare la pelle esterna.
Per fare questo basterà rotolare il ramo tra le dita, spremendolo leggermente finché non sentiamo che si piega, non avendo più un appoggio saldo. Questo stimola una risposta difensiva della pianta, che rinforza i tessuti e può portare a rami più robusti e maggiore trasporto di nutrienti verso le cime.
Il supercropping è una pratica che induce molto stress alla pianta, è una tecnica avanzata, da usare con cautela e solo su piante vigorose.
LOLLIPOPPING
Il lollipopping è una tecnica di potatura che consiste nella rimozione dei rami e delle foglie nella parte inferiore della pianta, ovvero quelle zone che ricevono poca luce e che difficilmente produrrebbero fiori di qualità.
A differenza di tecniche come LST o SCROG, il lollipopping non modifica la forma della pianta, ma interviene sulla sua efficienza: eliminando le parti meno produttive, la pianta concentra energie, nutrienti e fotosintesi sulle cime superiori, più esposte alla luce.

Questa pratica è particolarmente efficace in coltivazione indoor, dove l’illuminazione arriva dall’alto e la penetrazione luminosa è limitata. In combinazione con SCROG o LST, il lollipopping aiuta a ottenere cime più uniformi, compatte e mature allo stesso tempo, riducendo la formazione delle classiche “popcorn buds”.
Il momento ideale per applicarlo è alla fine della fase vegetativa o massimo nelle prime settimane di fioritura, evitando interventi tardivi che potrebbero stressare la pianta. Come sempre, la moderazione è fondamentale: rimuovere troppo può rallentare la crescita e compromettere la fotosintesi. Inoltre come tutti i tagli andrebbe fatto con forbici sterilizzate e si consiglia una buona pianificazione dei tagli prima di procedere, così da non eccedere nella rimozione.
Defogliazione
La defogliazione consiste nella rimozione mirata di alcune foglie, soprattutto quelle grandi che bloccano la luce o impediscono il passaggio dell’aria.
Se fatta correttamente, migliora:
penetrazione luminosa, aerazione, riduzione del rischio di muffe, sviluppo delle cime inferiori.
È meno invasiva come tecnica, dato che si concentra su foglie e non rami. Quindi è possibile ripeterla anche in fioritura senza grossi disagi.
Va però applicata con moderazione: una defogliazione eccessiva può rallentare la crescita e stressare inutilmente la pianta.
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