ONU: Preoccupazione per l'approccio dell’Italia verso il consumo di droghe.

ONU: Preoccupazione per l'approccio dell’Italia verso il consumo di droghe.

Il 14 Ottobre l’ONU ha rilasciato alcune osservazione sulla giustizia e la tutela dei diritti in Italia. Nello specifico una commissione delle nazioni unite ha espresso preoccupazione in ambito aborto e diritti delle persone con disabilità ma anche per l’approccio punitivo che il nostro paese attua nei confronti del consumo di droghe!

Probabilmente molti di voi ricorderanno il referendum sulla cannabis del 2021.
La proposta referendaria in questione, che ottenne in pochi giorni centinaia di migliaia di firme a suo favore, aveva l’obiettivo di depenalizzare la coltivazione personale di questa pianta ma, l’allora Presidente della Corte costituzionale Giuliano Amato, bocciò la proposta perché in contrasto con gli accordi internazionali dell’ONU.



Ora, a distanza di pochi mesi da quella decisione, le stesse Nazioni Unite si dicono preoccupate per la nostra gestione del consumo delle droghe. Come ci insegna la storia, e come ribadiamo da anni, il consumo di droghe è un qualcosa che si può e si deve regolamentare ma non si può impedire! Molti studi inoltre dimostrano quanto criminalizzare e discriminare chi consuma o avuta di sostanze sia controproducente per l’intera società, mentre un approccio più umano e scientifico garantiscono maggiori venefici per tutti.

Questa però non è la prima volta che le nazioni unite intervengono in tal senso. A gennaio del 2019, il Direttore Generale dell’OMS, ha inviato una lettera al Segretario Generale dell’ONU richiedendo un'immediata “Revisione e abrogazione delle leggi punitive che hanno dimostrato di avere negativi risultati sulla salute e che anzi hanno danneggiato con evidenza la salute pubblica”, tra cui “le leggi sull’uso di droghe e la detenzione di stupefacenti per uso personale”. Nello specifico è stato invitato a modificare l’inquadramento della Cannabis nella Convenzione Unica, cancellandola dalla tabella degli stupefacenti e delle sostanze controllate riconoscendone il valore terapeutico. La risposta dell’ONU si è fatta attendere ma alla fine del 2020, le Nazioni Unite hanno ritirato la cannabis dalla Tabella IV degli stupefacenti della Convenzione Unica, lasciandola però nella tabella I, quindi tra le sostanze controllate. Una vittoria storica della scienza sulla politica.

Mentre i maggiori organi internazionali ci esortano a cambiare approccio cosa fa il nostro nuovo Governo?
Cerca proprio di ostacolare ancor di più sia il mercato della cannabis light che l’accesso alla possibilità di abortire.

A voi i commenti… 

Fo
nte


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