Gli Stati Uniti si avvicinano alla legalizzazione federale. Ma cosa vuol dire?

Gli Stati Uniti si avvicinano alla legalizzazione federale. Ma cosa vuol dire?

Il voto
Sempre più singoli stati americani stanno scegliendo di legalizzare la cannabis in maniera autonoma, queste decisioni si scontrano però con la legge federale, creando numerosi problemi alle aziende che operano nel settore. Una possibile soluzione potrebbe essere la proposta di legge MORE ACT, approvata dalla Camera degli Stati uniti con una maggioranza di 220 voti favorevoli e 204 contrari ma che ora dovrà essere esaminata e votata dal senato.




La proposta

Attualmente a livello federale la cannabis è classifica, insieme ad eroina e cocaina, come una droga di Tabella I, ovvero con un alto potenziale di abuso e benefici medici scarsi o nulli. Il MORE ACT rimuoverebbe la cannabis dall'elenco delle sostanze controllate, cancellerebbe le condanne per crimini federali legati alla pianta e aggiungerebbe un'imposta sulle vendite per finanziare programmi per la formazione professionale, l'alfabetizzazione, la ricreazione dei giovani e altro ancora. 




I problemi attuali

Secondo la legge federale, le istituzioni che forniscono servizi finanziari ad attività di cannabis legali nei singoli stati sono comunque soggette a procedimento penale e quindi la maggior parte delle grandi istituzioni finanziarie, comprese Visa e Mastercard, si rifiutano di lavorare con le aziende di cannabis. La mancanza di accesso ai servizi bancari tradizionali rende i dispensari particolarmente vulnerabili a furti e crimini violenti poiché sono in gran parte costretti ad operare in contanti. Inoltre essendo i prezzi del mercato legale, essendo questo soggetto a tassazione ma esente dalle detrazioni fiscali standard, non riescono ad essere economicamente competitivi con quelli del mercato illegale.




La posizione di Biden 


Una delle promesse spesso ripetute da Joe Biden durante la campagna elettorale è stata proprio quella di impegnarsi per depenalizzare l'uso della cannabis, concedere clemenza alle persone con convinzioni federali sulla cannabis e far ripartire la ricerca scientifica sul tema. L'amministrazione del presidente ha però licenziato il personale della Casa Bianca risultato positivo alla cannabis o che addirittura hanno investito nel settore. Il presidente si è rimangiato le sue parole o è pronto alla legalizzazione e non vuole conflitti di interessi interni?




I numeri
 americani

Uno schiacciante 91% degli americani sostiene la legalizzazione della cannabis sia medica che ricreativa e 47 stati hanno legalizzato la cannabis in una certa misura. Ormai un americano su tre vive in uno stato con accesso alla cannabis legale e secondo un rapporto del sito web Leafly sono più di 428.000 i posti di lavoro a tempo pieno nell'industria della cannabis, con un aumento del 33% dei posti di lavoro solo l'anno scorso. La cannabis è una delle industrie in più rapida crescita negli Stati Uniti; le vendite di prodotti per uso adulto e cannabis medica hanno raggiunto i 25 miliardi di dollari nel 2021 e, secondo una stima di Wall Street , potrebbero raggiungere i 100 miliardi di dollari entro il 2030. Ma allo stesso tempo sono oltre 14 milioni gli collegati a reati legati alla cannabis avvenuti negli ultimi 20 anni. 



Le critiche
Il divario politico tra la legge statale e quella federale è ora così vasto che ha creato un mosaico di mercati della cannabis che potrebbe essere incredibilmente difficile da unificare sotto un'unica legge federale. Secondo i repubblicani infatti le politiche locali sono confuse, caotiche e ingiuste e l'approvazione di una legge di legalizzazione federale non risolverebbe automaticamente il problema inoltre le tasse sui coltivatori nel disegno di legge aumenterebbero il prezzo dei prodotti legali del 30% rispetto ai prodotti del mercato nero. Sebbene ormai sia chiaro che la legalizzazione federale arriverà, non si è ancora d’accordo su come ottenerla.

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