L’evoluzione umana è cominciata mangiando funghetti?

L’evoluzione umana è cominciata mangiando funghetti?

Secondo i fratelli Terence e Dennis McKenna, famosi filosofi, accademici e psiconauti, l’assunzione di funghi allucinogeni è stata fondamentale per l’evoluzione umana e lo sviluppo cognitivo dei nostri antenati scimmie. Questa ipotesi, chiamata poi “La teoria delle scimmie ebbre” o scimmi allucinate, è spiegata  in modo dettagliato nel libro “Food for the Gods” (Il Nutrimento degli Dei), pubblicato per la prima volta nel 1992.



Secondo questa teoria, la veloce espansione dell’intelligenza umana è stata influenzata, o addirittura innescata, dall'assunzione di funghi e piante allucinogene da parte dei nostri antenati ominidi. Ma quanto c’è di vero in questa affascinante teoria?

Molti studiosi concordano sul fatto che i funghi siano stati il primo organismo multicellulare apparso sul pianeta: a riprova di ciò, in alcune colate laviche risalenti a circa 2,4 miliardi di anni fa, sono state rinvenute specie di funghi preistorici. La comparsa dei primi ominidi sembra invece risalire ad almeno 4,5 milioni di anni fa, questo vuol dire che i funghi ci hanno preceduto di circa 2 miliardi di anni. Ma non solo: alcune testimonianze archeologiche spiegano come svariati tipi di funghi fossero spesso presenti nelle diete delle pseudo-società, nonostante non si possa determinare se alcuni di questi avessero proprietà psichedeliche.
Sappiamo quindi che, non solo i funghi erano già presenti ai tempi dei nostri antenati, ma anche che questi ultimi erano soliti consumarli. Inoltre, le prime tracce di ominidi sono state rinvenute nella savana africana, dove crescono i funghi Psilocybe cubensis che, come molte altre specie contenenti psilocibina, proliferano nel letame e, ricordiamo, che le prime tribù erano nomadi proprio perché seguivano gli spostamenti delle grandi mandrie; dunque è altamente probabile che gli uomini preistorici abbiano incontrato questi funghi allucinogeni nel loro percorso.

E’ possibile quindi che i nostri antenati abbiano assaggiato dei funghi allucinogeni; ma come questo può aver influenzato la nostra evoluzione? Secondo McKenna, il consumo di questi funghi avrebbe stimolato le funzioni cognitive favorendo lo sviluppo dell’empatia e del linguaggio, caratteristiche che hanno velocizzato la nostra evoluzione. Secondo molte teorie, abbiamo sviluppato una coscienza così profonda e potente proprio grazie alla nostra capacità di cooperare e comunicare. Cooperazione e linguaggio vanno di pari passo: l'una non esisterebbe senza l'altra. Diversi studi hanno infatti dimostrato come la psilocibina possa aumentare la neuroplasticità e favorire la neurogenesi. Di conseguenza, ciò permette al cervello di costruire nuovi circuiti neuronali e di distruggere quelli vecchi. Maggiore plasticità mentale comporta nuove modalità di riflessione, migliorando numerosi aspetti della psiche, aumentando l'empatia e permettendo di osservare il mondo da un punto di vista diverso. In pratica, i funghi alterano drasticamente la percezione della realtà e amplificano la “coscienza”. Chi li ha assaggiati, conosce bene questa sensazione. Questi effetti, secondo McKenna, avrebbe fornito un vantaggio non da poco agli individui che consumavano funghi allucinogeni. Essendo in grado di acquisire nuove abilità più rapidamente e di pensare in modo astratto, essi avrebbero avuto maggiori probabilità di sopravvivenza.

Purtroppo però non ci sono molte prove a supporto di questa tesi ed è giusto ricordare che non è mai stata riconosciuta ufficialmente dal mondo accademico. È improbabile dunque che gli psichedelici, da soli, abbiano potuto accelerare così tanto la nostra evoluzione, la teoria di McKenna viene spesso erroneamente esagerata ma, nonostante le diverse critiche, essa si adatta perfettamente alle ipotesi esistenti senza entrare in conflitto con esse.


L’evoluzione umana è cominciata mangiando funghetti? Probabilmente no, ma la maggior parte delle persone che hanno provato su di sé gli effetti dei funghi riferisce di aver percepito la propria “coscienza” espandersi, così come per l’empatia e per le proprie concezioni cognitive. Possiamo dire quindi che non è da escludere che gli psichedelici possano aver influenzato lo sviluppo cognitivo di qualche nostro lontano parente.

Fonte: “Food for the Gods”

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