Come coltivare Cannabis - 10: regolare i parametri ambientali
Come abbiamo già visto nell’articolo precedente, mantenere i corretti livelli di temperatura e umidità all’interno di una coltivazione indoor è fondamentale per permettere alle piante di crescere in modo sano, costante e senza stress.
In questo articolo analizziamo in modo pratico le principali soluzioni per controllare i parametri ambientali in una growbox, capendo quando intervenire, come farlo e quali errori evitare.
Disclaimer: Questo articolo ha esclusivamente finalità informative e culturali. La coltivazione di cannabis con un contenuto di THC superiore ai limiti di legge è vietata in Italia (DPR 309/90). Non intendiamo in alcun modo incentivare attività illecite, ma solo fornire informazioni di carattere generale sulla pianta. Invitiamo sempre a rispettare le normative vigenti.
Ventilazione
Un impianto di estrazione e immissione dell’aria ben proporzionato è la base di qualsiasi coltivazione indoor stabile.
L’aria calda e umida viene prodotta naturalmente da:
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traspirazione delle piante;
-
calore emesso dalle luci;
-
spazio ristretto della growbox.
Introducendo aria “pulita” dall’esterno ed estraendo quella “sporca”, si riesce a:
-
abbassare la temperatura;
-
ridurre l’umidità in eccesso;
-
mantenere livelli di CO₂ adeguati.
Esistono centraline termiche e igrometriche che permettono di regolare automaticamente la velocità degli estrattori, evitando continui sbalzi e sprechi energetici.
Ventilatori interni

I ventilatori all’interno della growbox non servono solo a muovere l’aria, ma svolgono diverse funzioni fondamentali:
-
evitano zone di ristagno di calore e umidità;
-
aiutano l’estrattore a pescare aria in modo uniforme;
-
simulano una brezza naturale, rinforzando i fusti delle piante.
Attenzione: se l’aria estratta non viene espulsa all’esterno ma ristagna nella stanza, temperatura e umidità della stanza saliranno comunque, rendendo sempre meno efficace il ricambio d’aria della growbox.
Gestione della temperatura
Nella maggior parte dei casi il problema principale è abbassare le temperature.
Soluzioni semplici
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Aprire una finestra nella stanza di aspirazione, se le condizioni esterne lo permettono.
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Accendere le luci nelle ore più fresche della giornata (soprattutto in estate).
Soluzioni attive
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Condizionatore d’aria: abbassa sia temperatura che umidità, ma aumenta i consumi.
-
Migliorare l’estrazione o aumentare il diametro dei condotti.
Aumentare la temperatura
Se invece l’ambiente è troppo freddo:
-
ridurre leggermente la potenza di estrazione;
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sfruttare il calore prodotto dalle luci (al contrario di prima, accenderle nelle ore più fredde/notte);
-
isolare meglio la growbox dal pavimento e dalle pareti fredde.
Riscaldare l’ambiente

Quando non basta il calore generato dalle luci, si può intervenire con:
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termosifoni;
-
stufette elettriche;
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tappetini o cavi riscaldanti;
-
tende riscaldanti per vasi.
È fondamentale prestare massima attenzione alla sicurezza, evitando fonti di calore troppo vicine alle piante o a materiali infiammabili.
Gestione dell’umidità
Abbassare l’umidità
Quando l’umidità è troppo alta, soprattutto in fioritura, è consigliabile utilizzare un deumidificatore.
Nel dimensionarlo bisogna considerare:
-
volume della growbox;
-
quantità di aria estratta;
-
traspirazione delle piante;
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umidità dell’aria in ingresso.
Molti deumidificatori possono essere collegati a centraline igrometriche, così da lavorare solo quando necessario.
Attenzione anche alla capienza della tanica: se troppo piccola, andrà svuotata frequentemente.
Aumentare l’umidità

Per aumentare l’umidità si sfrutta l’evaporazione dell’acqua:
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evaporazione naturale sotto le luci;
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umidificatori a caldo (aumentano anche la temperatura e i consumi);
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umidificatori a ultrasuoni (nebbia fredda), più efficienti e precisi.
Gli umidificatori a nebbia fredda sono generalmente la scelta migliore per un controllo stabile e mirato.
L’importanza dell’ambiente esterno
L’ambiente esterno influisce in modo diretto sulla coltivazione indoor.
In inverno spesso tutto sembra semplice, ma con l’arrivo dei primi caldi la situazione può cambiare rapidamente, mettendo a rischio l’intero raccolto.
Se non si dispone di strumenti adeguati per affrontare i cambiamenti stagionali, la scelta più intelligente è programmare la coltivazione indoor nei periodi dell’anno più favorevoli, riducendo stress alle piante e costi energetici.
Conclusione
Temperatura e umidità non sono parametri statici, ma equilibri dinamici che cambiano con la crescita delle piante, le stagioni e le condizioni esterne.
Un buon controllo ambientale significa:
-
piante più sane;
-
meno problemi di muffe e stress;
-
raccolti più costanti e di qualità.
Investire tempo nella gestione dell’ambiente è uno degli aspetti più importanti di qualsiasi coltivazione indoor.
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