Molti sostenitori del proibizionismo usano come tesi a loro favore proprio quella della Cannabis che fa diventare “pazzi”, che causa psicosi e schizofrenia. Ma tutto questo è vero?
La risposta è no, ma, come al solito, difficilmente le risposte son così semplici da formulare. Sono diversi gli esperti che si sono espressi in merito e gli studi effettuati hanno spesso dato risultati differenti. In questo articolo analizzeremo, dunque, alcuni dei principali e più recenti studi che hanno cercato di capire quale legame esiste tra l’utilizzo di cannabis e le psicosi, per trarne poi le nostre conclusioni.
La cannabis causa delle psicosi?
Per poter rispondere a questa domanda bisogna fare una distinzione tra cannabis ad alto contenuto di CBD e cannabis ad alto contenuto di THC.
Riguardo a quest’ultima, in un articolo apparso nel 2020 sulla rivista Pharmacology, il Prof. Stefan Dhein dell’Università di Lipsia ha analizzato gli studi precedenti effettuati in questo ambito, concludendo che non tutti gli individui reagiscono allo stesso modo, e ci sono grandi differenze in letteratura; per questo, ulteriori studi sono necessari. Il professor Dhein sottolinea inoltre che c’è differenza se ad assumere cannabis è un adulto o un adolescente. In età adolescenziale, in soggetti più vulnerabili, l’utilizzo di cannabis può portare alla “slatentizzazione” delle psicosi, un fenomeno per cui l’esordio di una psicosi può essere accelerato. Ovvero, la cannabis non è la causa della psicosi, ma in soggetti adolescenti già predisposti, può accelera la manifestazione di questi episodi.
Per quanto riguarda invece la cannabis ad alto contenuto di CBD, il primo studio in materia risale al 2012: un gruppo di ricercatori mise confronto il CBD e l’amisulpride, un potente antipsicotico, usato tradizionalmente per trattare la schizofrenia. I risultati mostrarono significativi miglioramenti clinici in entrambi i casi, dimostrando come il CBD non fosse inferiore all’antipsicotico tradizionale nel trattamento della schizofrenia acuta. Successivamente, nel 2014, un altro studio pubblicato sulla rivista Neuropsychopharmacology, tornò ad analizzare le potenzialità del CBD come antipsicotico. Il composto della cannabis, conclusero gli scienziati, “può avere proprietà antipsicotiche”, offrendo diversi vantaggi rispetto ai farmaci tradizionali, tra cui l’assenza di effetti collaterali evidenti. Nel 2017, anche i ricercatori del King’s College di Londra sono giunti con uno studio alla medesima conclusione, e cioè che il CBD ha un significativo effetto antipsicotico e che, a differenza dei farmaci convenzionali, non presenta effetti collaterali.
Consumare cannabis in caso di predisposizione alle psicosi
Secondo uno degli studi più recenti, pubblicato sulla rivista Psychiatry and Clinical Neurosciences, l'uso di cannabis non è associato ad un aumento del rischio di sviluppare psicosi, anche tra coloro che sono predisposti al disturbo. La ricerca è stata condotta da un team di ricercatori provenienti da Australia, Europa e Regno Unito. Per questo studio, i ricercatori hanno valutato la relazione tra l'uso di cannabis e l'incidenza di disturbi psicotici in soggetti clinicamente a rischio. Lo studio ha analizzato 334 individui ad alto rischio di sviluppare psicosi, insieme a 67 soggetti sani di controllo al basale. Gli investigatori hanno quindi seguito i partecipanti per un periodo di due anni utilizzando una versione modificata del Cannabis Experience Questionnaire.
Durante il follow-up, il 16,2% del campione clinico ad alto rischio ha sviluppato psicosi. Di coloro che non hanno sviluppato psicosi, il 51,4% presentava sintomi persistenti e il 48,6% era in remissione. Gli autori alla fine hanno affermato: "Non c'era alcuna associazione significativa tra alcuna misura del consumo di cannabis al basale e la transizione alla psicosi, la persistenza dei sintomi o l'esito funzionale". Hanno aggiunto che i risultati "contrastano con i dati epidemiologici che suggeriscono che l'uso di cannabis aumenta il rischio di disturbi psicotici".
Consumare cannabis in caso di psicosi
Una ricerca del 2016 pubblicata da The Lancet ha rilevato che l’uso continuato di cannabis dopo l'insorgenza della psicosi prevede esiti avversi, inclusi tassi di ricaduta più elevati, ricoveri ospedalieri più lunghi e sintomi positivi più gravi rispetto alle persone che interrompono l'uso di cannabis e a coloro che non ne fanno uso. Ciò conferma che essenzialmente la cannabis non presenta una relazione causale con le psicosi, ma che in caso queste insorgano sia meglio ridurre o eliminare il consumo.
La legalizzazione aumenta le manifestazioni di psicosi?
Uno studio Canadese del 2022, pubblicato sul Canadian Journal of Psychiatry, ha analizzato i dati del pronto soccorso relativi alla psicosi indotta dalla cannabis. I ricercatori hanno concluso che l'attuazione del programma canadese di legalizzazione "non era associata a prove di cambiamenti significativi nelle presentazioni di psicosi indotta da cannabis o schizofrenia".
Uno studio simile, pubblicato nel gennaio 2023 sul Journal of the American Medical Association, ha esaminato la stessa domanda in relazione agli Stati Uniti, analizzando i dati dal 2003 al 2017. I ricercatori sono giunti alla stessa conclusione: “I risultati di questo studio non supportano un'associazione tra le politiche statali che legalizzano la cannabis e gli esiti correlati alla psicosi.
Conclusioni
Considerando questi e altri studi precedenti, si può concludere che è sconsigliato iniziare a consumare cannabis quando il cervello non è ancora pienamente sviluppato, soprattutto nel periodo dell’adolescenza. L’utilizzo di cannabis negli adulti non sembra cause generante delle psicosi, anche nei soggetti predisposti. In caso invece di uso continuato di THC dopo che le psicosi sono già sorte, si può incorrere in sintomi più gravi: in quei casi si sconsiglia l’uso di tale sostanza. Nessun problema invece per quanto riguarda il CBD, esso anzi può essere utilizzato come antipsicotico.
Attenzione: questo articolo ha il solo scopo di informare e divulgare nuove conoscenze scientifiche. Per quanto in questo negozio si vendano articolo derivanti dalla canapa, questo articolo non fa riferimento agli effetti dei nostri prodotti ma a quelli della molecola di CBD. Visti i limiti legali, i nostri prodotti sono venduti per uso da collezione (per quanto riguarda i fiori) e uso cosmetico (per quanto riguarda gli oli). Come voluto dal governo, i nostri prodotti non sono venduti per il consumo orale.
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